Fine anno ed è il momento dei bilanci, anche alcolici. Si, perché quest’anno, tra una chiusura e un viaggio, sono riuscita a bere tutto quello che volevo, o forse no. Ad ogni modo una bottiglia di vino va sempre condivisa ed è per questo che, come per il 2020, con la mia partner in crime Stefania Leo abbiamo deciso di stilare, ancora una volta si, una classifica delle migliori bevute del 2021.

Si specifica che tutto quello che andrete a leggere è stato effettivamente provato e le valutazioni emozionali sono del tutto personali e non assolute, quindi se un vino non vi piace pazienza, perché a noi invece si. 🙂

La classifica non segue un ordine di gradimento.

I migliori vini secondo Serena Leo

Feuduccio Santa Maria d’Orni Passerina 2020 IGT

Feuduccio Santa Maria d’Orni è sempre una certezza quando si parla di Abruzzo e della provincia Chietina. Tra gli indimenticabili del 2021 ci sono i bianchi del territorio Orsognese e se dovessi scegliere, cosa veramente difficile ma doverosa, la Passerina 2020 quest’anno si è espressa nel miglior modo possibile con grande personalità e una sapidità difficile da dimenticare. Un’ottima bottiglia da gustare anche tra qualche anno.

La Cantina Feuduccio è il simbolo di un territorio che spicca per la dedizione al lavoro e per passione. Vale un approfondimento.

Podernuovo a Palazzone Argirio 2016 Toscana Rosso IGT

Podernuovo, la cantina che porta la firma di Giovanni Bulgari, lavora esaltando la peculiarità di un territorio così particolare come quello di San Casciano dei Bagni che guarda da una parte l’Umbria e dall’altra la Toscana. In un territorio particolarmente vocato come questo produrre eccellenze è la prassi e Argirio lo dimostra.

Si tratta di Cabernet Franc in purezza che si distingue per classe ed eleganza. Il privilegio è averlo assaggiato in una verticale che ha davvero appassionato i presenti. Da ogni calice è venuta fuori la classica criticità di una certa annata ma anche i progressi dalla prima vendemmia fino alla 2016. Il risultato raggiunto, ad oggi, è interessante e dimostra come un lavoro di squadra e una visione proiettata verso la perfezione sia il segreto del successo.

Paul Mas Domaine d’Astruc Cremant de Limoux Brut Rosè

Quest’anno una piccola parentesi francese ci sta tutta. A fare da apripista per una bevuta d’eccezione c’è Jean Claude Mas, vignaiolo che in Languedoc Roussillon, che ci ha saputo fare e in soli 20 anni ha fatto storia e scuola in un territorio ricco di potenzialità. Con 850 ettari in conduzione diretta e non solo, Paul Mas è uno dei vignaioli da tenere d’occhio per le sue capacità di vignaiolo e perché no, anche commerciali.

Domaine d’Astruc Cremant de Limoux Brut Rosè è la mia scelta per il 2021. 70% Chardonnay, 20% Chenin e 10% Pinot Nero, si fa ricordare per i suoi profumi freschi e carezzevoli, però mai invadenti. Insomma, lo si gusta già al naso e al palato si conferma uno spumante emozionante. Aperto durante una soleggiata domenica d’autunno ha saputo fare la differenza.

La Cricca Friulano 2019 Friuli Colli Orientali DOC

Luca C, Luca L, Giacomo e Paolo sono un gruppo di amici prima ma anche un gruppo di lavoro. Insomma, una vera e propria Cricca che ha voluto ridisegnare il concetto del vino regionale e non solo. Per riuscirci hanno puntato tutto su loro stessi, quindi determinazione, entusiasmo e bravura, le armi vincenti per il loro Friulano 2019.

Il vino de La Cricca, il Friulano appunto, si distingue per classe ma anche per dirompenza. Si impone subito con la tipica durezza che il Friuli riserva e si conferma diretto ma piacevolissimo al palato. È un vino senza fronzoli ma sincero, bello e rampante. Insomma, un must have per la cantina.

Ka Mancine Beragna 2019 Rossese di Dolceacqua DOC

Quando si parla di Rossese di Dolceacqua mi piace definirlo vino eroico e per farlo ci vogliono eroi. Maurizio Anfosso e Roberta Repaci, lo sono e da poco più di 20 anni si dedicano ai famosi terrazzamenti liguri creando dei veri capolavori.

Il loro Rossese di Dolceacqua, nell’espressione di Beragna, conquista subito per sincerità e carattere. Frutto di vigne centenarie che portano lo stesso nome, il 2019 si dimostra ancora un giovincello capace di dare ancora di più tra qualche anno. La strada è spianata e l’entusiasmo dei patron Ka Mancine è contagioso.

Silvia Zucchi Lambrusco di Sorbara DOP Metodo Classico

Tra la “new generation” del Lambrusco c’è Silvia Zucchi. Grazie alla sua nuova visione e attenzione alle uve destinate al Lambrusco, ha saputo farci e la sua linea “In Purezza” è una vera chicca.

Il Metodo Classico di Silvia Zucchi è chiaro e diretto, proprio come la sua etichetta che “spoilera” cosa troveremo nel bicchiere. Sapido, deciso, avvincente, elegante, sono i tratti principali che distinguono questo calice frizzante che non stanca proprio mai. Raccontare il lavoro di Silvia Zucchi quest’anno è stato proprio un onore.

Scuropasso Roccapietra Brut Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero DOCG

Tra i lavori più raffinati dell’Oltrepò Pavese c’è quello di Cantina Scuropasso. Definita “bollicina paziente” per le lunghe soste sui lieviti, il Roccapietra, 100% Pinot Nero, nella versione Brut è il frutto di due visioni, quelle di papà e figlia, che sanno conciliarsi alla perfezione creando un metodo classico stupefacente e mai prevedibile.

Una bollicina raffinata per rilanciare un territorio particolarmente vocato per il vino e la spumantistica verso nuovi entusiasmanti orizzonti. Brava famiglia Marazzi.

Tommasone Pignanera Epomeo Rosso IGT 2018

Ischia è la scoperta vinicola dell’anno. Isola dove tutto va veloce, dove si avvicendano turisti in cerca di un po’ di relax, cela delle potenzialità speciali quando si parla di vino. Qui le cantine si ingegnano per andare oltre il prodotto da immediato consumo e guardano al mercato dell’eccellenza. Complice suolo e clima, i risultati sono ottimi.

Tommasone ha fatto della perfezione una bandiera e il suo lavoro cerca sempre di raggiungere il massimo livello per mettere sul mercato bottiglie speciali. Il Pignanera 2018, blend di Aglianico e Montepulciano, è un vino che si fa godere dal primo all’ultimo calice. L’ho definito sontuoso al primo sorso e l’ho riconfermato tale a fine bottiglia. Complimenti a Lucia Monti e a tutto il suo staff.

Villa corniole Sagum 2018 Trentino DOC Superiore Valle di Cembra

Il Sagum è il pinot nero in purezza di Villa Corniole. Frutto di un protocollo rigoroso di produzione che preserva tutta la tipicità del luogo, è un vino importante e che esalta tutte le potenzialità del Pinot Nero anche dopo anni. Sottoposto a un affinamento importante in barrique e tonneaux per 18 mesi e prosegue il suo affinamento in bottiglia. Armonico e propenso alla longevità, si esprime con dei profumi intensi e mai banali. La sua complessità non ha limiti.

Un perfetto cheers da godersi in una serata invernale in cui la tranquillità e la pazienza sono la parola d’ordine.

Elena Fucci Titolo Pink Edition IGT Basilicata 2020

Quando si dice Elena Fucci si dice Aglianico del Vulture. Dalla produttrice più quotata del panorama viticolo italiano viene fuori un prodotto rock, capace di appassionare per la struttura e per una ricchezza aromatica tipica del vitigno ma anche da nuove idee di lavorazione.

Un Aglianico di grande personalità, coltivato alle pendici dell’ormai spento vulcano Vulture, dopo la vendemmia, macerazione, viene imbottigliato senza filtrazione in modo da garantire al bicchiere un’integrità espressiva sincera e di alto profilo. Non poteva non rientrare nella classifica delle migliori scoperte dell’anno. Titolo Pink Edition deve esserci in cantina.

Feudo Maccari Saia 2016 Nero d’Avola di Sicilia DOC

Feudo Maccari con il suo Saia racconta alla perfezione la Sicilia e il Nero d’Avola. Uve coltivate come da tradizione, ad alberello, fruttano eccellenza grazie al clima favorevole ma anche a un lavoro di cantina certosino.

Il vino mi ha entusiasmato per la sua texture color rubino ma soprattutto per la sua complessità al naso. Da definire come anima grande estremamente legata al territorio, il Saia è un autentico capolavoro isolano che sa come competere con i grandi di questo mondo.

Varvaglione Mar Grande Fiano del Salento IGT

Di Varvaglione voglio menzionare il Mar Grande, Fiano del Salento in purezza, una chicca che zitta zitta sa come farsi apprezzare. Il nome è un omaggio alla città di Taranto che oltre i classici pregiudizi sorprende per la sua bellezza. Il vino si distingue per il suo bouquet aromatico e per la sua freschezza.

Mar Grande è un piacevole abbraccio che si fa strada su tavole piene di prelibatezze del mare, crude e cotte, che tanto piacciono a noi pugliesi. Decisamente una bevuta da non perdersi nelle calde giornate estive ma non solo.

Cantine Lunae Numero Chiuso 2016 Vermentino Colli di Luni DOC

Vendemmia 2016 e solo 2600 bottiglie rendono questo vino di Lunae ancora di più una chicca. Raccontarlo non è semplice e in questo caso ogni parola potrebbe essere superflua perché va solo bevuto per emozionarsi. Un vino profumatissimo che parla di territori nobili a cui, molto spesso, non si presta la dovuta importanza. Una bevuta commovente.

Feudo Antico Pecorino Biologico 2019 Tullum DOCG

Feudo Antico, degna rappresentante della piccolissima e neonata Docg Tullum, porta avanti un progetto viticolo lungimirante e di grande successo. Il team vincente e sempre alla ricerca dell’eccellenza, lavora per portare l’Abruzzo e in particolare il territorio Chietino, a prendersi tutto ciò che si merita. Grazie al tocco personale e moderno di Riccardo Brighigna, enologo della cantina, i risultati sono entusiasmanti.

Tra certezze in bottiglia e qualche esperimento ben riuscito, c’è il Pecorino Biologico Tullum Docg del 2019, una chicca che mette d’accordo tutti, chi ama il convenzionale e chi, invece, vuole spingersi alla scoperta di nuovi orizzonti nel calice.

Morella Mezzarosa 2019 IGP Salento

La Puglia è terra di rosati per eccellenza e non potevo perdermi una delle espressioni più interessanti del tacco d’Italia. Lisa Gilbee e Gaetano Morella con il loro Mezzarosa, blend di Negroamaro e Primitivo, hanno voluto omaggiare il territorio con un vino profumato, non banale e adatto per accompagnare i piatti della tradizione contadina. Assicuro, però, che può dare del suo meglio anche con abbinamenti di pesce, basta solo non fossilizzarsi sulle regole e godersi le emozioni che Morella può dare. Sicuramente uno dei vini che ho apprezzato molto durante le giornate calde che hanno distinto quest’anno. Good Jobs.

Apollonio Diciotto Fanali 2017 IGP Salento

Diciotto Fanali è una nuova concezione di rosato da Negroamaro. Non è solo frutto di un lavoro certosino e tradizionale ma vede una punta di lungimiranza che vuole dimostrare la sua longevità ed eleganza con quel tocco di legno che non guasta. 12 mesi in barrique di acacia per dimostrare che questo vino può diventare protagonista elegante in ogni occasione.

A mettere la firma su questo importante progetto è Apollonio Vini che sulle spalle si porta più di 150 di esperienza. Per me che sono stanca dei soliti rosati giovani, Diciotto Fanali è un’ottima scoperta da aggiungere al 2021.

La Guardiense Janare Senete Falanghina del Sannio 2020 DOP

La Falanghina di La Guardiense è il frutto di un lungo percorso di rivalutazione del vitigno tracciato dall’enologo degli enologi, Riccardo Cotarella. Il progetto, avviato nel lontano 2006, serve per dimostrare che questo vino non deve necessariamente essere bevuto subito ma dimostra di avere pazienza e di acquisire saggezza, sviluppando al calice sentori sempre più decisi e unici.

A dimostrare le grandi potenzialità della Falanghina di Janare è una 2016 assaggiata in degustazione, scalpita ancora ed è difficile da dimenticare. Janare Senete rientra tra le eccellenze del 2021 da acquistare oggi e da lasciar riposare in cantina.

Azienda Agricola Mazzone Filotorto 2014 IGT Murgia

Per Francesco Mazzone il Nero di Troia è la vera essenza di Puglia e lo dimostra con il suo Filotorto. Bottiglia pregiata della sua produzione viene messa in commercio solo nelle migliori annate, è una vera chicca da assaggiare se si vuole scoprire il vero sapore di questo vitigno così rude, a volte, quasi impenetrabile.

In cantina è una delle mie certezze quando voglio raccontare la mia Puglia senza sovrastrutture, al naturale.

Alfio Nicolodi Moscato Giallo secco 2016 Vigneti delle Dolomiti IGT

Ancora una volta ecco un bianco che ho lasciato in cantina per un po’ e dopo averlo aperto le sorprese positive sono state tante. Far entrare uno dei lavori di Alfio Nicolodi in classifica è sempre un onore, così come lo sono i vini dei Cembrani Doc che tanto mi entusiasmano. Il suo moscato giallo va contemplato al naso e va capito, proprio come Alfio. Dopo aver stabilito una connessione perfetta lasciamo che i profumi della Valle di Cembra ci inebrino fino a toccare il fondo della bottiglia. L’ho definito un vino ispirante.

Luca Palmieri Tadà 2020 Murgia IGT

Luca Palmieri stavolta ci riprova con il naturale e con la sua interpretazione di Nero di Troia rosato e, anche stavolta, ha fatto centro. Un vino dedicato a un altro dei suoi affetti è il simbolo di una sua maturazione come vignaiolo. Un vino meno scalpitante, posato ma di grande personalità, è la quota naturale che non mi sono fatta mancare neanche nel 2021.

I migliori vini secondo Stefania Leo

Terre Bianche Bombino Bianco IGP Murgia 2019 (Magnum) – Azienda Agricola Mazzone

Una vecchia conoscenza per questa classifica, ma con un vino poco raccontato. Consigliamo di bere il frutto di questo vitigno autoctono in magnum per poter apprezzare appieno tutta la potenza floreale e il corpo di questo bianco ricco di sorprese.

Gewürztraminer Alto Adige Valle d’Isarco DOC 2020 – Thomas Dorfmann

Dopo alcuni decenni da enologo nella cooperativa sociale Valle Isarco, Thomas Dorfmann ha deciso di mettere il suo sapere al servizio di 2 ettari vitati su un terreno venato di diorite e porfido. Niente sentori stucchevoli, tipici di questo varietale, ma un calice misuratamente minerale, che racchiude tutta la specificità della sottozona Valle Isarco.

Sylvaner Alto Adige Doc sottozona Valle Isarco 2020 – Strasserhof

Un’altra espressione delle durezze dell’Alto Adige, capaci di interpretare terreni morenici in calici dai colori brillanti, arricchiti da grandi acidità e longevità.

Kerner Igt delle Dolomiti Linea Le Strope 2019 – Zanotelli

La Valle di Cembra è sempre nei nostri cuori. Dalla cantina ripeschiamo, in splendida forma, il Kerner di casa Zanotelli, che finalmente può esprimere al meglio tutte le sue note fruttate attraverso un sorso minerale piacevolissimo.

708 km Extra Brut Trento Doc – Cembrani Doc

Dopo aver celebrato i 708 km di muretti a secco con il bianco e il rosso, arriva il blanc de blanc da Chardonnay della Valle di Cembra. Dopo 40 mesi sui lieviti in questa bottiglia si legge un racconto di territorio fine eppure ricchissimo ad ogni sorso.

Brut Chardonnay Vino Spumante di Qualità – Farnito

Lunga selezione per una bollicina elegante: in questa bottiglia lo Chardonnay esprime i suoi caratteri migliori grazie anche all’invecchiamento delle annate più agées in barili di rovere pregiato. Anche solo guardarne il perlage è appagante.

Vendemmia 2014 Rosé Extra Brut – Ciatò

Ricordo di una notte di mezza estate, su una spiaggia, a chiedersi perché i vini in degustazione abbiano sempre la temperatura sbagliata. Eppure questo Metodo Classico pugliese se n’è fregato di ghiaccio e caldo, rivelandosi in tutta la sua potenza.

Alpone Durello Brut – GianniTessari

La sua vena citrina ci ha definitivamente stregati.

Rubino del Cerro Reggiano Lambrusco Spumante DOP – Venturini Baldini

Il grande trend del 2021 è stato il revival del Lambrusco, che noi di Wine Roots abbiamo sposato in pieno. Lo confermiamo anche con questa bellissima bottiglia.

Nabucco Rosso 2018 igt Emilia – Monte delle Vigne

Barbera e Merlot si incontrano, dando vita a un vino di grande struttura, di cui ci hanno colpiti il naso ampio, ricco di note speziate, e il sorso, con tannini vellutati.

Groppello Riviera del Garda Classico Groppello DOC – Sincette

Stregati dal rosso rubino brillante, dal profumo intenso di frutti rossi e dalla sua acidità che accompagna un gusto morbido, questa espressione del Groppello ci ha rubato il cuore.

89/90 Rosso – La Piotta

Barbera e Cabernet Sauvignon, insieme, per raccontare l’Oltrepò Pavese di La Piotta. Segni particolari: elegantissimo.

Castello di Bossi Chianti Classico Docg Gran Selezione 2016 – Bacci

Questa è una delle espressioni più riuscite della Gran Selezione del Chianti Classico. Il suo naso profumato anticipa un sorso elegante, accompagnato da un tannino delicato.

Viognier ARS Magna 2016 – Omina Romana

Una deliziosa scoperta fatta al Cultural 2021, a Matera. Scoprire un vino così è una conferma di quanto ancora ci sia da imparare sulla ricchezza e varietà del terroir – umano e naturale – italiano.

Bianco 2016 – Crateca

L’Ischia enoica ha molto da raccontare. Un’espressione da cogliere è quella del Bianco di Crateca, ottenuto da Biancolella e Forastera. Corpo e profumi raccontano un’estate senza fine.

Vin de France “Un Saumon dans la Loire” 2019 – Domaine Frantz Saumon

È rimasto nel nostro carnet grazie a una limpida nota smaltata, netta e affilata, piacevolissima. Un Naturale calibrato quasi come un convenzionale.

Capitel San Rocca Valpolicella Ripasso 2018 – Tedeschi

Carne rossa, piatti di selvaggina, formaggi stagionati: qualunque sia la vostra scelta, godetevi una grande espressione di un classicone enoico italiano. Vera comfort zone.

Chardonnay del Veneto 2020 – Inama

La pera e mela Golden di questo vino rinfrancano da ogni fatica e tristezza. La cura è valida sia d’estate che d’inverno.

Torcolato 2017 – Maculan

L’amore per questo vino da meditazione è infinito, così come le sue note dolci, al naso e al sorso.

Bonus Track del 2021 secondo noi

Anche per il 2021 ci sono le classiche bonus track che non possiamo farci sfuggire. Eccole qui.

Giovanni Aiello Chakra Verde 2019 Verdeca Valle d’Itria IGT

Giovanni Aiello nella sua Verdeca ci mette il massimo e sa come farsi notare anche quando il vino ha qualche anno in più sulle spalle. Di buona longevità il suo vino e la mano del nostro enologo con un grande sorriso sempre sulle labbra, è il segreto del suo successo. Assaggiare l’evoluzione della Verdeca è un grande privilegio. Un cheers a Giovanni e al suo grande lavoro.

Santa Barbara Stefano Antonucci Stè 2020 Verdicchio Castelli di Jesi DOC

Del Verdicchio si parla sempre troppo poco ma le sue potenzialità sono immense e a dimostrarlo è il lavoro onorevole di Stefano Antonucci. Nell’espressione autentica e diretta chiamata Stè, il vino si presenta al naso con sentori delicati ma netti, mentre il gusto stupisce e resta al palato quel tanto che basta per volerne un altro sorso. Beverino e particolarmente piacevole, è un vino che fa sempre bella figura a tavola.

Castello di Bossi- Bacci Chianti Classico 2019 DOCG

I grandi classici della Toscana non possono assolutamente mancare e l’interpretazione del Chianti Classico scelta è quella di Bacci Wines che interpreta il Sangiovese con grande eleganza tipica di questo vino. Farselo raccontare non basta, quindi tocca berlo per apprezzarlo.

Tenute Rubino – Palombara 2019 Primitivo di Manduria DOC

Palombara, ultimo arrivato a Tenute Rubino, è il Primitivo di Manduria che si impone dall’etichetta fino al calice. Si parte da un’etichetta di pregio a cura di Dino Sambiasi chiamata “Connessioni” e si arriva a un vino che è anche questo una vera opera d’arte rivisitata in chiave moderna.

Il Primitivo di Manduria, libero dalle sue classiche sembianze, diventa più pop e conquista anche i palati in cerca di profumi intensi ma allo stesso tempo esplosivi. A concludere il tutto tannini ben levigati e avvolgenti. Insomma, un’anima raffinata che si esprime ad ogni sorso, la vera e nascosta essenza del primitivo di Manduria.

Domaines Paul Mas -Vignes De Nicole 2020 Rosé

Di Paul Mas è doveroso aggiungere una nota sul suo Vignes de Nicole rosato. Un vino particolarmente elegante si distingue per un colore rosa spiccato e ben definito ma è nel calice la vera sorpresa. Un carattere sorprendente, profumi freschi e piacevoli e una sapidità che chiude il discorso e non lascia dubbi: è davvero un vino di livello.

Lasciamoci alle spalle i soliti cliché sui vini rosati da bere solo d’estate e godiamocelo anche durante una casual serata invernale.

Feuduccio Santa Maria D’Orni Pecorino Colline Teatine 2020 IGT

Tra le bonus track uno dei vini che ci stanno più a cuore, il Pecorino Colline Teatine firmato il Feuduccio. La sua forza strepitosa lo porta direttamente nei must have del prossimo anno.

Ph credits: 2night.it/ Gaga Jovanovich