Come rivalutare un territorio viticolo tra storia e buon vino. Ecco la sfida commerciale lanciata da Feudo Antico al suo Abruzzo.

Di Abruzzo se ne parla sempre troppo poco ma ha davvero tanto da mostrare e dimostrare. Tra dedizione alla fatica che non spaventa e grandi obiettivi da raggiungere, l’Abruzzo del vino sa come stupire. Un esempio è la storia di una delle DOCG più piccole d’Italia, la DOCG Tullum.

Il rappresentante più autorevole del territorio e della denominazione è sicuramente la cantina Feudo Antico che ha rivalutato, grazie alla forza delle persone e di un lungimirante progetto, la potenzialità della zona viticola. Un esempio virtuoso di come il territorio del chietino e un piccolo comune possono recuperare terreni e storia esprimendone l’orgoglio in etichetta ma, soprattutto, in bottiglia.

Per raccontare il lavoro di Feudo Antico, della sua Passerina, Pecorino e Montepulciano, è bene partire proprio dalle radici e quindi dal suolo, dove vengono fuori sempre delle sorprese che permettono di raccontare, volta per volta, una nuova storia.

Feudo Antico e la archeo-enologia

Feudo Antico nasce agli albori del 2000, con il mare all’orizzonte e la Maiella alle spalle. Questo clima, particolarmente favorevole, aiuta la crescita dei rigogliosi vigneti, ormai più che ventennali, ubicati attorno alla struttura dedicata alla ricettività da scoprire con occhi ben attenti.

Dopo aver respirato a fondo l’aria di quella particolare zona basta guardarsi attorno per rendersi conto che Feudo Antico è una vera e propria “custodia” di tesori collocabili in epoca romana. Infatti la struttura circonda i resti di una villa rustica equiparabile a una vera cantina del tempo. Insomma, una testimonianza di come il territorio di Tollo fosse vocato, già mille anni fa, alla produzione di vino.

Il progetto che si è sviluppato successivamente a tale ritrovamento è stato di recupero, conservazione e anche di integrazione con elementi ultra moderni. Tutto ciò permette di apprezzare una contrapposizione architettonica in perfetto equilibrio tra colline e mare.

I sotterranei, anche questi adibiti a sala degustazione, esaltano il recupero delle vecchie cisterne romane e, grazie a un gioco di specchi e luci, è possibile godere di una location esclusiva, ovattata e carica di storia.

Feudo Antico oggi si mostra al pubblico come cantina museo dalla struttura minimal, fatta di grandi vetrate che proteggono un passato lontano che non va dimenticato. In ogni angolo di questo luogo si può godere di storie di alto profilo mentre si sorseggia un calice di vino e si respira Abruzzo.

Perché puntare sulla DOCG

L’idea della DOCG Tullum è nata di pari passo con lo sviluppo del progetto Feudo Antico ma anche dalla volontà di altre realtà. Grazie a questa opportunità si può circoscrivere finalmente la produzione, in modo da rendere ogni vino identificabile al 100% sul mercato, portando un’idea di Abruzzo diversa e sempre più orientata all’esaltazione della qualità a discapito della quantità.

Per realizzare tutto ciò è stato necessario studiare il territorio di Tollo nella sua interezza, il suolo, il clima e le variazioni a seconda dei terreni, i fogli mappali e ogni altro elemento che è servito per classificare le varie zone di produzione in cru. Questo percorso così completo e pieno anche di insidie è iniziato nel 2008 e si è concluso nel 2019.

Ad oggi la DOCG Tullum porta con sé un disciplinare di produzione estremamente rigido e lo si rivendica con orgoglio. Possono rientrare solo uve prodotte a più di 80 metri sul livello del mare e lavorate esclusivamente nel territorio di Tollo.

Il risultato dell’impegno di questi vignaioli corrisponde a bottiglie che raccontano un territorio che non ci sta più a passare inosservato. Per raggiungere l’obiettivo serve costanza, passione e anche un pizzico di lungimiranza, tutti elementi che al team di Feudo Antico non mancano.

Il racconto dell’Abruzzo attraverso il vino

Feudo Antico vuole raccontare il suo Abruzzo puntando su una nuova visione di Passerina e Pecorino, vitigni da sempre sottovalutati proprio in questa terra per ragioni prettamente economiche. Se si considera che i primi reimpianti sono stati proprio di Pecorino, sicuramente la direzione in cantina era stata già tracciata.

A far esprimere al meglio queste uve con un tocco personale e moderno è Riccardo Brighigna, l’enologo che ha sposato il progetto da tempo e conduce un lavoro di fino fatto di ricerca e alta sperimentazione, ovviamente senza mai tralasciare il principe Montepulciano.

Per Feudo Antico il rispetto della tipicità di ogni vitigno è d’obbligo e l’esaltazione dei profumi in ogni calice è al massimo. A dimostrarlo ci sono, in particolar modo, il Pecorino Casadonna edizione limitata, il Pecorino Biologico Tullum DOCG e il Montepulciano In Anfora. Questi vini, espressione delle linee di produzione su cui la cantina punta tutto, dimostrano come per amare questa terra serva tanto lavoro e una grandissima passione, proprio quella che non manca a tutta questa squadra.