Tempo di bilanci anche per noi di Wine Roots. Quest’anno abbiamo raccontato storie di vino ma anche degustato tanto. Ecco la selezione di Serena Leo e Stefania Leo.

Il 2020 sarà un anno da ricordare anche per il mondo del vino. Insieme al crollo del canale Horeca, si è consolidata la presenza di questa bevanda anche nelle case delle persone comuni. Si sono moltiplicate le piattaforme di vendita online, di informazione. Le foto di calici e bottiglie, tra ritrovamenti d’annata e nuovi acquisti, si sono moltiplicate sui social.
Mai come in questo momento per il consumatore poco esperto è stato così difficile orientarsi: fra sconti e azioni di marketing, tante etichette hanno cercato il proprio posto al sole. Quella che segue è la classifica dei 20 vini che più abbiamo amato e ci hanno consolato in questi dodici mesi, in cui abbiamo conosciuto – anche a distanza, sedute sul nostro divano e in attesa delle conferenze stampa di Giuseppe Conte – tante storie enoiche che abbiamo voluto raccontare o valorizzare anche solo con il giusto abbinamento. Ecco i migliori 20 vini del 2020 assaggiati dalle Temibili Sorelle Leo.

Prima di iniziare specifichiamo che l’ordine è del tutto casuale, la selezione corrisponde solo ed esclusivamente al personale gusto di chi vi scrive. Pertanto prendiamola con leggerezza e prepariamoci a brindare al prossimo anno.

La Maga 2015 DOC, Castello di Cicognola

La zona è Oltrepo’ Pavese, un territorio tutto da scoprire e dalle infinite potenzialità. Castello di Cicognola è un brand scoperto per caso ma che ha incuriosito sin da subito e, devo dirlo, non mi ha deluso sorso dopo sorso. Barbera in purezza, questo è un vino che scalda anche le giornate invernali più fredde.

Cacc’e Mmitte di Lucera 2015 DOP, Alberto Longo

In questo calice c’è un’espressione intensa della mia Puglia. Nero di Troia, Montepulciano, Sangiovese e Malvasia di Brindisi. La traduzione letterale del nome è “Togli e metti”. Alcuni ritengono che l’origine del nome sia da riferirsi alla facilità con cui il bicchiere veniva riempito e svuotato.

Oggi lo tradurremmo con la frase “giù i pensieri e su i bicchieri”.

Laccento, Ruchè di Castagnole di Monferrato DOCG, Montalbera

Il Ruchè è stato definito da Mario Soldati come “misconosciuto e simpatico”. Si tratta di un vitigno recuperato con una storia affascinante alle spalle. La cantina Montalbera ha saputo valorizzarlo solo come dei veri fuoriclasse sanno fare.

Se avete voglia di uscire dalla comfort zone e bere un rosso rampante e gioioso, allora, Laccento è la risposta alle vostre richieste.

Novaserra 2019, Greco di Tufo DOCG, Mastroberardino

Il 2020 verrà ricordato anche come l’anno dei digital wine tasting, un’esperienza che non può sostituire la magia delle visite in cantina. Il mio primo incontro online con Piero Mastroberardino è stato suggellato da un sorso pieno di Greco, un vino di grande complessità, con un’estrema propensione all’invecchiamento ma facile da amare.

Studiare il vino con queste perle è un grande onore.

Surlie 2017 IGP, Mazzone

La cantina di Francesco Mazzone si trova a Ruvo di Puglia, a pochi km da casa. Durante la prima degustazione Francesco ha spiegato passo dopo passo come nascono i suoi vini e tutto il lavoro che c’è dietro. Tra tutti mi ha colpito molto il Surlié, una malvasia bianca di grande longevità, vinificata in tonneaux di rovere e poi una sosta sui lieviti. Al calice non potremo far altro che dire “buono questo vino”!

Abbiamo conosciuto la cantina Mazzone per lavoro ma, va detto, quando incontri persone speciali come Francesco e sua moglie Luciana, non puoi restare indifferente. Cheers a loro!

Cerasuolo d’Abruzzo 2019 DOC, Il Feuduccio

Cosa si può fare in un assolato pomeriggio d’agosto nel Chietino? Visitare una cantina! Il Feuduccio, località nelle vicinanze di Orsogna, mi è sempre stato raccontato come un luogo ameno, silenzioso e magico, è davvero così. Tra le dolci colline abruzzesi si può scoprire una realtà che produce rarità in bottiglia assolutamente da non perdere.

Con un sorso di Cerasuolo, pluripremiato come questo, ci si catapulta direttamente in Abruzzo anche se ci si trova a a miglia di distanza. Non dimentichiamo, però, il tipico pairing con gli arrosticini.

Metodo Classico Selezione N.1 2013 Pas Dosè IGP, Antonio Riontino

Antonio Riontino, uno dei sommelier più promettenti dell’Ais Puglia ma anche Sommelier dell’enoteca del Canneto Beach 2 (Consigliatissimo), dopo tanta teoria ha deciso di dedicarsi alla pratica creando un metodo classico davvero particolare, espressione della passione per il suo lavoro.

Grazie alla collaborazione con cantine Re Dauno è nata Selezione N.1 millesimato 2013, 100% bombino bianco. Un prodotto sopraffino, dal perlage raffinato, ottimo per aperitivi speciali e importanti. Siamo curiose di scoprire i suoi prossimi lavori futuri. Ottimo lavoro, Antonio!

Frasi 2016 Orcia DOC, Marco Capitoni

Marco Capitoni è un gentiluomo del Sangiovese che ama definire “poco santo e molto giovese”. I suoi vini sanno emozionare e sono frutto di un lavoro certosino ma anche di un instancabile studio. Il Frasi viene commercializzato in un numero esiguo, solo 4300 bottiglie, e nelle annate migliori.

Questo blend, assaggiato durante le feste, ci ha fatto sentire vere privilegiate.

708 km Extra Brut Trento, Cembrani DOC

708 non è solo un numero ma è molto di più per la Val di Cembra. 708 sono i km di muretti a secco che si estendono per tutta la valle a cui noi, le Temibili Sorelle Leo, siamo molto legate. Questo posto è un pezzo di cuore ma anche un esempio virtuoso di come l’abnegazione per il territorio e il duro lavoro, premia. Fare squadra non è da tutti e i Cembrani DOC ce l’hanno fatta.

Lo spumante 708 km Extra Brut è un abbraccio che voglio dare a tutti i produttori che hanno lavorato a questo metodo classico davvero speciale. Se capitate in zona non dimenticate di assaggiare i grandi vini di tutti i Cembrani DOC. Le inconfondibili note minerali e gli intensi profumi, sapranno come conquistarvi già al primo sorso.

Chakra blu IGT Valle d’Itria, Giovanni Aiello

Per Aiello ogni vino è sinonimo di energia e la si può notare nel suo Chakra Blu, un ancestrale in cui è racchiusa la sua grande passione per l’enologia e la vita. Giovanni è una persona assolutamente da conoscere, vignaioli così ti fanno amare il vino ancora di più.

Trento Doc Brut Bellaveder riserva 2015 – Az. Agr. Bellaveder

In pieno lockdown, l’Istituto Trentodoc ha organizzato alcune degustazioni online. Tra gli spumanti ricevuti, il Bellaveder Riserva 2015 mi ha conquistato con le sue note paglierine screziate, le sue catenelle continue e il suo olfatto agrumato e fresco. La sapidità è quella delle bollicine di montagna, che mi riportano sempre indietro col cuore e la mente, in Trentino.

Atipico Bombino Bianco IGP Murgia 2019 – Luca Palmieri

«Faccio vino per passione, in collaborazione con l’anima affine, l’enologo Francesco Mazzone. Vini senza alcun utilizzo di additivi enologici, se non per una minima quantità di solfiti»: recita così l’incipit del sito di Luca Palmieri, appassionato cultore del mondo dell’enogastronomia, ora votatosi alla religione della vigna e della cantina. Benvenuti nel mondo del vino naturale, quella branca della cultura enoica di cui pochi capiscono davvero qualcosa, ma tutti si affannano a nominare, conoscere o, peggio, denigrare. Atipico è la mia scelta, nata dopo l’abbinamento a un piatto di Cacio e pepe cucinato dai ragazzi di Rimessa Roscioli: una bollicina curata e festosa che, per dirla con Ida Diaferia, sembra aprire una nuova era, quella del Vino Natural Durante, fatto per durare.

Scipio Cabernet Franc 2016 – Tenuta Sette Cieli

Erika e Ambrogio Cremona Ratti sono i nomi che animano la Tenuta Sette Cieli. Lavorano a quattro mani con Elena Pozzolini, CEO ed enologa. Forbes la segnala come giovane talento da tenere d’occhio e Wine Enthusiast l’ha inserita “fra le pioniere che che stanno facendo progredire il mondo del vino”. Dalle vigne biologiche, coltivate a mano, nascono quattro vini. La loro etichetta che rimarrà per me indimenticata in questo 2020 è Scipio. Nato interamente da cabernet franc è un vino che esiste solo alle giuste condizioni. Un calice alla volta, mi ha tenuto compagnia mentre aspettavo il ritorno di mio marito.

Patriglione Salento IGP 2013 – Cosimo Taurino

Incontriamo il signor Cosimo Taurino a Foggia, in occasione della presentazione delle eccellenze di Puglia Ais 2020. Questo produttore è in guida con alcune etichette, tra cui quella che porta il nome della Contrada ove sono impiantati i vigneti allevati ad alberello da cui si ricava il pregiatissimo Negroamaro Salento IGP Rosso: Patriglione. L’annata 2013, particolarmente fortunata per la nostra regione, ha sprigionato il vigore necessario, autentico, per far fronte a una delle troppe serate lunghe di quest’anno. Una delle espressioni più alte delle grandi potenzialità di questo vitigno. I regali tra sorelle non si battono.

Vigneti delle Dolomiti IGT Nosiola Selezione “Largiller” 2012 – Cantina Toblino

Il Covid ha portato a casa le voci dei sommelier e degli uomini di azienda che, con calma, chiarezza e padronanza, hanno illuminato gli assaggi con le giuste parole e storie. A spiegare l’eccellenza di questa Nosiola incredibile è stato Giovanni Luigi Brumat, sommelier e brand manager Cantina Toblino. La degustazione digitale organizzata con Latteria San Pietro è stata una delle più vivide ed emozionanti dell’anno.


Friuli Isonzo Chardonnay DOC “Ciampagnis” 2017 – Vie di Romans

Consigliate dalla bravissima Miriam Milano, compagna di vita dello chef patron Ottavio Surico, abbiamo assaporato lo Ciampagnis di Vie di Romans. Era un’occasione speciale: il vino l’ha impreziosita.

12 e mezzo Primitivo del Salento Igp – Varvaglione 1921

Al termine di un lungo, faticoso anno, la cantina Varvaglione di Leporano, in provincia di Taranto, ha dato la possibilità di creare etichette personalizzate, scrivendo il messaggio o il proprio nome evocativo con del gesso. La mia scelta è stata: “Love 4 All”, ma soprattutto per questa bella espressione evocativa di uno dei vitigni che sta dando maggiore lustro alla Puglia del vino.

La Selvanella Chianti Classico Riserva DOCG 2015 – Melini

Questo Chianti Classico Riserva, prodotto con il Sangiovese coltivato nell’omonimo podere a Radda in Chianti da Melini è tra i primissimi cru di Chianti Classico concepiti. Alessandro Zanette, direttore di Cantina, vanta ancora la presenza di ogni millesimo sin dalla prima annata, il 1969. L’annata 2015 sprigiona la qualità ineccepibile delle uve e condizioni climatiche molto favorevoli, che hanno esaltato le caratteristiche del Sangiovese. Un modo per viaggiare, rimanendo seduti a casa, con un calice in mano e gli occhi chiusi. Il nostro vino di Natale.

Scalette Soave Classico DOC – Gianni Tessari

Scalette è il vino con cui ho mitigato la ferita di un viaggio mancato nella terra del Soave. Il Cru collinare di Gianni Tessari, fatto con Garganega e Trebbiano di Soave, danno vita a un vino con profumi e sapori floreali e minerali tipici del Soave Classico. Massima valorizzazione del territorio attraverso il rispetto dell’identità che lo caratterizza, 20 mila bottiglie a prezzo accessibilissimo (10 euro): una ricetta vincente.

Moscato di Noto DOC “Moscato della Torre” 2018 – Marabino

L’ultimo assaggio di un viaggio di nozze sofferto e desiderato. Accostato a un panettone soffice, nell’abbraccio sereno e distante della famiglia, il Moscato della Torre è uno dei migliori della Val di Noto. Ottenuto da uve di Moscato Bianco, da un terreno bianco calcareo, con tessitura fine, in regime di agricoltura biodinamica, Marabino è una delle più felici scoperte del mio anno enoico.

Bonus Track

Come ogni compilation che si rispetti è arrivato il momento delle bonus track. Si tratta delle chicche che non potete assolutamente perdervi.

Lucy Metodo Classico IGT, Mazzone

Francesco Mazzone ha una visione del metodo classico davvero ben definita. Il suo 100% bombino bianco è un tripudio di sentori da non perdere. L’etichetta poi è un vero atto di amore verso sua moglie, Luciana. Che dire, ne siamo innamorate.

Zerotre 2019 IGP, Luca Palmieri

Anche se non sono una grande fan dei vini “naturali” lo Zerotre è un vino che non deve mancare in cantina. Si tratta di un 100% malvasia bianca si fa notare e ricordare. Il produttore è Luca Palmieri, figura emergente nel mondo del vino e un grande lavoratore.

L’etichetta evoca un mese molto particolare per lui e anche l’annata, se vogliamo. A marzo 2020 è nato il suo primogenito Alessandro. Un atto di amore racchiuso in una malvasia tutta da scoprire.