Agosto è già qui e se siamo alle prese con i preparativi delle vacanze, non dimentichiamo la voglia di idratarci con un buon calice di vino. Per l’estate 2022 dove “sole, mare, vino e sei in pole position” è il mood, ecco qualche buon consiglio a misura di bottiglia. Occhio anche alle “bonus track”.

Sauvignon Colli Berici Doc – Cantina Mattiello

Di Sauvignon Blanc non ne avremo mai abbastanza e la declinazione berica è davvero da provare, soprattutto nelle giornate in cui un fresco aperitivo vista mare è d’obbligo. Cantina Mattiello propone una versione in purezza forzuta e coerente, proprio come Andrea Mattiello, vignaiolo ostinato che non hai abbandonato il Sauvignon per strizzare l’occhio alle mode nel bicchiere. Da vigne di 30 anni che brillano per la loro forma smagliante, viene fuori un vino elegante dove i profumi del Sauvignon sono netti e c’è tutta quella struttura utile per accompagnare tartare e sfilettati di pesce, rigorosamente crudi. Non chiamatelo solo “vino gastronomico”.

Blangè Langhe Doc Arneis – Ceretto

Tutta la magia del Roero ce la racconta Ceretto con una bottiglia di Blangè. Tra i bianchi più famosi d’Italia, dal 1985 accompagna aperitivi e pranzi con grandissima eleganza, a partire dall’etichetta semplicemente elegante disegnata da Silvio Coppola. L’Arneis, uno dei simboli delle Langhe in “salsa bianca” esprime tutti i suoi profumi esuberanti che raccontano il territorio nella sua interezza, volontà della famiglia Ceretto di rispettare il concetto di terroir. Il vino risulta piacevole sia al naso che al gusto, accattivante e invitante dal primo all’ultimo sorso, un perfetto must have per l’aperitivo e non solo, con i nostri amici wine lovers sempre a caccia del buon bere.

Luigi Baudana Dragon Langhe Bianco – G.D. Vajra

Il Dragon nasce come omaggio di G.D. Vajra a Luigi Baudana, produttore di Serralunga. Chardonnay, Riesling Renano, Sauvignon Blanc e l’autoctono Nascetta, sono i protagonisti di un vino che racconta con raffinata leggiadria le Langhe che si tingono di bianco e per un momento, solo per un po’, mettono da parte i grandi e tradizionali rossi austeri. Il lavoro di cantina è essenziale, quel tanto che basta per rispettare la filosofia di un vino dalla storia importante alle spalle. Il risultato è un calice dal corredo olfattivo importante che contempla fiori bianchi e un delicato bergamotto. Un sorso pieno, fresco e sapido q.b. rendono il frutto di questo cru un vino davvero invitante e coraggioso, proprio come il drago disegnato in etichetta da Gianni Gallo insegna.

Cortecampana IGT Puglia – D’Alfonso Del Sordo

La campagna pugliese è da sempre ricca di storia e la Capitanata non fa eccezione. Per un primo approccio a una realtà così particolare fatta di lavoro e di buone intuizioni, c’è la Falanghina in purezza della Cantina D’Alfonso Del Sordo. Cortecampana, così si chiama, è l’etichetta che racconta le tradizioni di una volta attraverso un calice sincero e schietto. Colori luminosi lasciano intendere un corredo olfattivo variegato che spazia da fiori bianchi all’intensità della frutta esotica. Ad arricchire il tutto c’è un sorso persistente e sapido, in grado di reggere quei pranzi di pesce “importanti”. Come si beve? Con il mitico brodetto di pesce, croce e delizia della tradizione adriatica.

La Pettegola Toscana Igt Limited Edition- Banfi

Se estate significa leggerezza e colore, sicuramente La Pettegola di Banfi è la scelta perfetta per rinfrescarci con il vino. Quest’anno l’etichetta speciale a cura dei gemelli Van Orton racconta, con le tipiche geometrie optical, la campagna toscana in maniera “pop”. Se la bottiglia è già bella da vedere e da vivere grazie all’app Banfi Experience, il contenuto piace per i profumi delicatissimi di macchia mediterranea che raccontano un Vermentino toscano proprio conviviale. La Pettegola sta bene anche nel tumbler, quindi se la voglia è quella di un drink diverso dal solito, con lamponi e ghiaccio diventa un perfetto diversivo nelle calde giornate agostine.

De Aetna 2019 Etna Bianco- Terra Costantino

Terra Costantino racconta la sua visione di Sicilia con De Aetna 2019. Tutta la forza del vulcano si ritrova nelle uve autoctone che ne compongono il blend: 80% di Carricante, 15% di Catarratto e 5% di Minnella, i protagonisti di un’espressione schietta adatta per le calde serate agostine. Si presenta al calice profumando di tutto il buono che la terra sicula offre, proprio una full immersion nell’isola stando anche a chilometri di distanza. Fresco e sapido è un vino perfetto da bere in gioventù e da portare a tavola senza riserve. Il racconto perfetto di una terra vulcanica così austera e affascinante che, da sempre, attrae gli appassionati di grandi storie da bere.

Collio Riserva – Gradis’ciutta

Collio Riserva 2017 è uno dei vini che resta nel cuore ed è perfetto per tutte le stagioni. Per poterlo apprezzare al meglio mettiamoci comodi, lasciamo che a rapirci siano i profumi inebrianti che parlano di un Friuli autentico, a tratti austero, in grado di riflettersi in vini che non vanno mai addomesticati ma accompagnati, proprio come Robert Princic insegna. Ribolla gialla, Malvasia e Friulano, fermentato in botti di legno da dieci ettolitri e poi in bottiglia, come tradizione e disciplinare vuole, è capace di fare del suo meglio ancora per molti anni. È un vino, senza esagerare, incantevole per il suo colore oro e per profumi delicati ma sempre netti e incisivi. Il Collio Riserva di Gradis’ciutta crea dipendenza, è perfetto per una pigra serata estiva in cui l’emozione di un calice basta a riempire il cuore.

Bonus track: le bollicine

E come da tradizione nella drink list di Wineroots.it non mancano mai i bonus. Per chi è sempre a caccia di bollicine sempre nuove e diverse dal solito? Abbiamo pensato a tre referenze gustosissime e 100% italiane.

Monsignore Extra Brut Alta Langa DOCG

Monsignore è un progetto che nasce dall’amore e non solo per il territorio langarolo. Siamo a Vicoforte, i protagonisti di questa storia sono Roberta Ceretto e Giuseppe Blengini, marito e moglie che uniscono la profonda conoscenza della vigna e la tradizione di famiglia nelle bollicine d’Alta Langa. Chardonnay e Pinot Nero, come disciplinare vuole, si esprimono perfettamente al calice. La 2017 è un’annata che attira particolarmente attenzione perché al calice si presenta con delle bollicine fini e persistenti, i suoi profumi sono netti ed eleganti, proprio come il territorio che sta vivendo il suo effervescente rinascimento. A rendere tutto questo realtà è la caparbietà tipica dei Ceretto e di un enologo concreto come Beppe Caviola. Ogni etichetta è un omaggio artistico a un pezzo di storia occidentale e ci pensa Francesco Clemente a concretizzarla. Monsignore è un’avventura da vivere.

Trento Doc Extra Brut – Roeno

La famiglia Roeno ci tiene a fare le cose per bene e anche stavolta non sbaglia un colpo. Terroir, finezza e lungimiranza, sono i tratti distintivi dei loro vini. Tra i da non perdere quest’estate c’è Roeno Trento Doc, 100% Chardonnay affinato per 48 mesi sui lieviti con sboccatura 2022. Uno metodo classico in grado di conquistare chi è sempre a caccia di bollicine mai scontate. Franchezza nei profumi, con una distinta nota di miele che piace e che si impone senza esagerazione. Una struttura che conferma un’elegante personalità, invita a prenderne sempre un altro sorso fino ad arrivare al fondo di bottiglia in men che non si dica. Un perfetto compagno per una serata speciale da trascorrere sotto le stelle.

Bombino Bianco Metodo Classico Brut – Pisan Battel

Il metodo classico “rock” è 100% Pugliese, porta la firma di Antonio Pisante e Leonardo Battello che condividono il progetto Pisan Battel. Siamo nelle cantine ipogee di San Severo ricche di storia, dove già verso la fine dell’Ottocento si producevano le cuvèe destinate a diventare basi per gli champagne francesi. Questo Bombino Bianco in purezza racconta la “new generation” degli spumanti sanseveresi che si distinguono per un colore in grado di esaltare le tonalità oro, un perlage raffinato e persistente, è proprio il caso di dirlo. Se alla vista ha già l’appeal necessario, I 24 mesi sui lieviti regalano tutta la piacevolezza dei tipici profumi di crosta di pane, ben distinta al naso mentre il gusto è pieno, esplosivo e non stanca mai. Un match perfetto per un aperitivo elegante che racconta una Puglia destinata ad entrare nell’Olimpo delle bollicine.