Lucia Monti, enologo e anima della Cantina Tommasone spiega come nascono vini eleganti e carichi di tipicità a Ischia.

Ischia, luogo in cui montagna e mare si uniscono in perfetto unicum, c’è spazio per il vino. Nell’antica Aenaria, dove vigne antiche e generose si arrampicano verso la cima del Monte Epomeo, si producono uve atte a diventare protagoniste di bottiglie che proprio non ti aspetti.

Che Ischia sia sempre stata un’isola a vocazione agricola, turismo permettendo, è una cosa che si scopre appena la si inizia a vivere. Qui le cantine si ingegnano per andare oltre il vino da immediato consumo e guardano al mercato dell’eccellenza. Complice suolo e clima, i risultati sono ottimi.

Una delle realtà che firma circa 100 mila bottiglie isolane all’anno è Cantina Tommasone e volto dell’azienda è Lucia Monti, nipote di Nonno Tommaso detto Tommasone. È stata lei a prendere le redini dell’attività di famiglia che, molto tempo fa, si occupava solo di vino sfuso. Oggi, con un pubblico sempre più esigente da soddisfare, le ho chiesto come si fa eccellenza a Ischia.

Perché la terra è importante

Siamo sull’isola verde, così chiamata per i suoi tufi dall’omonimo colore. Su un suolo vulcanico ricco, precisamente nella zona tra Lacco Ameno e Forio, si sviluppano i terrazzamenti di Tommasone. I vigneti, difficili da lavorare, richiedono impegno e controllo continuo, soprattutto in fase di vendemmia dove si decide grappolo per grappolo le sorti dell’annata.

70% di produzione di uva a bacca bianca e solo il restante 30% dedicato al rosso. Il tutto rispetta la tipicità del luogo, dalla Biancolella al Forastera fino al Per’ e Palumm, senza dimenticare Aglianico e Guarnaccia. Il tutto, orchestrato nel miglior modo possibile in cantina, genera etichette curate dall’estetica al contenuto. Bianco, rosso o rosato, il vino di Ischia è sempre una piacevole sorpresa da non farsi sfuggire.

La ricerca per migliorarsi

La filosofia del brand Tommasone è superarsi e non smettere mai di sperimentare. Tra le etichette che vengono fuori in grande spolvero dal lavoro di terra e cantina è il Pignanera e il Monte Zunta. Il primo un blend di Aglianico e Montepulciano in eguali parti, il secondo frutto di un particolarissimo cru posizionato a 450 metri d’altezza che si affaccia sull’incantevole baia di Sant’Angelo.

Il Monte Zunta che prende il nome dall’omonima tenuta, è un blend di Piedirosso con una piccola percentuale di Cabernet Sauvignon in aggiunta. Con capacità di invecchiamento davvero notevoli, fanno il loro ingresso sul mercato solo quando sono davvero pronti e conquistano anche i wine lovers più esigenti.

Il Montezunta e il Pignanera sono le nostre riserve. A queste due etichette riserviamo un controllo sempre maggiore in vigneto. La lavorazione in cantina e l’affinamento richiedono maggiore impegno e tempo. Vengono prodotte 2000 bottiglie per tipo e sono il fiore all’occhiello della cantina Tommasone”.

Con il Montezunta Lucia ha voluto omaggiare Ischia scegliendo di metterlo in contenitori davvero speciali. “Abbiamo studiato delle anfore da un litro e un litro e mezzo per il Pignanera e il Monte Zunta. Vogliamo dedicarle a Ischia e alla sua cultura viticola millenaria. Ogni pezzo è unico perché è di fine artigianato e ce ne sono solo 125 disponibili per tipo”.

Per Lucia la qualità è importante sia quando si parla di riserve che delle classiche etichette in commercio ogni anno. “Diamo la stessa attenzione a tutta la linea e non facciamo mai differenza quando si parla di risultati qualitativi. Cerchiamo di dare sempre il massimo perché con l’aumento del turismo anche viticolo i consumatori sono sempre più esigenti e preparati, pertanto l’attenzione e la ricerca è fondamentale”.

La nuova concezione di spumante

Cantina Tommasone non è solo vino fermo ma ci sono anche le bollicine ad animare la produzione. Il metodo classico, nella versione bianca composto da Biancolella e Forastera in eguali proporzioni, non assorbe molto della produzione ma è una chicca da provare, specialmente se tra due anni le bottiglie in commercio avranno terminato il loro affinamento in mare con successo.

Il mare di Ischia, per la sua particolarità, per le fumarole e per quelle piccole sorgenti vulcaniche sottomarine, possono fare molto per un metodo classico. Ecco perché Lucia ha deciso di puntare tutto su un nuovo e speciale metodo di affinamento per caratterizzare ancora di più il suo spumante 100% made in Ischia e offrire una bollicina unica, tipica e irripetibile, proprio come l’isola.

Assieme allo spumante c’è anche una piccola sorpresa per gli amanti del bianco fermo ma, sorpresa, diverso dal solito prodotto. L’attenzione a fare sempre meglio, frutto della abnegazione di Lucia per il suo vino e l’azienda, è il segreto del brand Tommasone che non si siede sugli allori ma viaggia sempre verso nuove mete per eccellere.

Ci piace inventare qualcosa di nuovo senza mai rinunciare alla qualità per migliorare e migliorarsi sempre”.

Come coniugare vino e turismo a Ischia

Il vino ischitano resta per la maggior parte sull’isola e a beneficiarne sono molti dei turisti che, durante il periodo estivo, affollano le vie dei piccoli borghi e le terme benefiche per corpo e mente.

A rendere Ischia una meta sempre più appetibile per il turista che vuole rilassarsi anche a tavola sono le proposte gourmet che aumentano. Ad oggi si contano due ristoranti stellati sull’isola, però non mancano bistrot e locali in cerca di una cucina tradizionale da reinterpretare in una chiave del tutto nuova.

Con questa premessa il vino non può essere da meno e quindi, per stare al passo con le esigenze enogastronomiche nuove, Cantina Tommasone ha bisogno di dare sempre di più. Lucia questo lo assicura con le sue riserve che completano le tavole più importanti come chicche esclusive, così come con la sua selezione di bianchi, rossi e rosati che sposano tutta la tipicità dell’isola. Mineralità, freschezza, aromaticità e sfacciata eleganza, sono queste le parole chiave da tenere a mente quando si sorseggia un calice di Tommasone.

Anche il turista meno attento, però, è incuriosito dal fermento che l’isola con tutte le sue cantine sta producendo. Ecco perché tra una cura termale e l’altra si ritaglia un po’ di tempo per scoprire l’Ischia autentica, quella agreste. Per questo motivo la cantina è sempre pronta per accogliere gli avventori e mostrare cosa c’è dietro ogni bottiglia che al tramonto, in riva al mare, si stappa come coronamento di una giornata perfetta.

Il futuro a firma Tommasone

Il cammino di Lucia sotto la stella di Tommasone inizia dal 2009. Giunge dalla Germania in Italia per occuparsi dell’attività del nonno e ad oggi è l’unica donna dell’isola, enologo, a produrre vino.

Con mio marito gestiamo l’azienda e ci destreggiamo tra parte tecnica in cantina, marketing e rapporti con i clienti. Ad affiancarci in vigna c’è un team ben rodato di una decina di persone e la stessa cosa succede in cantina”. Insomma, un ingranaggio ben rodato per assicurare un prodotto all’altezza di ogni situazione.

Rispettando le tradizioni ci piace dare sempre qualcosa di nuovo per gli estimatori del vino di Ischia. Il nostro obiettivo è regalare sempre nuove emozioni”. Lucia basa il suo lavoro su queste premesse e, con il passare degli anni e uno sguardo al futuro, possiamo dire che ci riesce benissimo.