Visconti, Cassinis e Ravizza, sono queste le famiglie che hanno dato vita al brand Vicara nel 1992. La realtà unisce diverse esperienze pluricentenarie nel mondo del vino, cercando di migliorarsi giorno per giorno grazie alle diverse anime presenti.

L’obiettivo di Vicara è quello di rendere il territorio del Monferrato sempre più presente sul mercato vitivinicolo, partendo dal vigneto, preservando la sua salute e riducendo all’essenziale gli interventi in cantina. Dare vita a bottiglie di alta qualità, grazie ad esperienze e competenze diverse, è il valore aggiunto che Vicara vuole dare alle sue etichette ma anche al territorio, considerando questo lavoro utile per la sua promozione.

La storia del brand Vicara è complessa, dietro si nascondono anni di sacrifici e duro lavoro. Allo stesso tempo è un’esperienza entusiasmante, come racconta Giuseppe Visconti, figlio di uno dei soci fondatori e direttore generale dell’azienda.

Lavoro di squadra e continua ricerca

Fare squadra per i protagonisti di Vicara non è solo un modo di dire. Una buona formazione la si vede dal lavoro in vigna fino alla chiusura della bottiglia. “Il lavoro di squadra in casa è fondamentale e da diversi anni abbiamo deciso di puntare solo sulle risorse interne, evitando di affidare i lavori in vigna ai contoterzisti. In questo modo coloro che collaborano con noi si formano giorno per giorno, acquisendo quella professionalità importantissima nel nostro mondo. Per noi è fondamentale il risultato e l’attaccamento al territorio”.

Il lavoro del giusto team diventa utile anche per fare sinergia. Infatti è necessario sapersi supportare, creando nuove realtà in grado di potenziare il territorio del Monferrato. “Il lavoro con i colleghi è assolutamente necessario. Grazie ai giusti progetti e ai nuovi mezzi tecnologici come i social, si lavora insieme con maturità, facendo rete”. Un esempio di tutto ciò è “Monferace” una serie di iniziative atte a promuovere il Grignolino del Monferrato. L’associazione, nata solo nel 2015, ha attirato molta attenzione da parte degli addetti al settore e non solo, creando l’interesse necessario e, soprattutto, sperato. “Il successo è la riprova che facendo insieme le cose c’è più interesse, più successo e anche più fascino”.

Avere un obiettivo comune è necessario per creare un ambiente di lavoro molto più sereno, allo stesso tempo, competitivo.

I vini della selezione

La selezione di Vicara porta con sé tutta la storia dei suoi fondatori, della loro cultura e dei loro vini. Ecco come si spiega un’ampia gamma di prodotti. Tra tutti spiccano i due ambasciatori del Monferrato, Barbera e Grignolino.

La Barbera assorbe la maggior parte della produzione in termini quantitativi. È un vino noto sia in Italia e anche all’Estero, quindi estremamente richiesto”. Ma il fiore all’occhiello di Vicara è, sicuramente, il Grignolino, vitigno autoctono che nasce come prodotto di nicchia ma, ad oggi, sta riscuotendo il suo più grande successo sulle tavole degli appassionati e non. Con l’esplosione del mercato autoctono abbiamo notato quanto sia stato più semplice presentare il nostro Grignolino, realtà tipica del territorio Casalese”.

Il Grignolino, però, non sempre ha avuto “giustizia”. La sua storia è fatta di inevitabili cadute ma anche di grandi soddisfazioni. Il vitigno, con tutte le sue storie e l’antichissima origine, diventa estremamente interessante proprio per tutti i wine lovers.

La produzione di Vicara consta di grandi rossi della tradizione ma non possono mancare anche dei bianchi e rosati spumantizzati. Grande scelta ma estrema attenzione alla qualità.

Vigna e sostenibilità: la visione di Vicara

Vicara lavora in regime biologico da tempo ma il progetto è sempre in piena e continua evoluzione. “Stiamo procedendo con la conversione in modo da portare avanti un cammino volto alla valorizzazione di vigneti e cantina, ma in ottica moderna”. Non è raro, però, riscontrare diversi punti di vista sul biologico ma la sintesi, secondo Giuseppe Visconti, è semplice “Il biologico è un percorso che va fatto in modo da mettere quanto più possibile al centro la vigna. Passare al biologico significa aumentare il tempo trascorso in vigneto, aumentando le procedure di gestione. L’obiettivo è tenere sotto controllo l’evoluzione della pianta e tutto ciò che la coinvolge. Tutto questo tempo trascorso in vigna rende il vino sempre più buono”.

Per alzare ancora l’asticella del livello di lavoro è necessario servirsi di esperti ed ecco come Vicara cerca di fare sinergia con le risorse universitarie del territorio, lasciandosi guidare in un processo volto a rendere il vino sempre più “raffinato”.

I vini di Vicara si distinguono per freschezza e sapidità. Complice di questo risultato è un terreno marnoso, composto da calcare, sabbia e argilla. “La nostra è una tela bianca che garantisce al vino grande freschezza e sapidità”.

La “tela” di Vicara è composta da 70 ettari di cui 35 sono destinati a vigneto. L’azienda ne lavora circa 15 e tutto ciò che non viene utilizzato è affittato. Una scelta del genere è necessaria per potersi concentrare maggiormente sul prodotto, cercando di ottenere un regime qualitativo ancora più alto. Annualmente la produzione è di 70 000 bottiglie circa.

Vicara punta sempre di più a migliorare la qualità anche se c’è ancora molto lavoro da fare sia in campagna che in cantina. Per questo motivo è necessario incentivare lo studio di nuove tecniche, sperimentare sempre nuove soluzioni che diano un vino pulito ed elegante al bicchiere.

Tutto ciò, però, non deve penalizzare il lavoro che si sta facendo per promuovere quanto più possibile il territorio con ogni mezzo possibile. Lavorare “sotto il segno del Monferrato” è possibile, basta solo volerlo.